Il CONSUMO DI ACQUA nel 2018
AREA 2: La Forza dell’Acqua e della Mente

Il consumo di Acqua – il PETROLIO del FUTURO – nel 2018

Un “GESTO di RISPETTO e AMORE”

Il gesto di quando “apri un rubinetto” è TUTTO fuorché un gesto meccanico: è un gesto che contraddistingue il tuo RISPETTO, la tua EDUCAZIONE, l’AMORE che dimostri per i tuoi FIGLI e per il tuo Pianeta Acqua.

Io lo sto già facendo ed ora lo chiedo anche a TE: impegnati affinché tutti possano un giorno vedere cosa hanno visto i tuoi occhi finora!

Sono gli stessi valori che DEVI mettere in campo nel momento in cui compi ogni tipo di azione che implichi l’utilizzo di acqua: risorsa in esaurimento benché prima fonte di vita.

TU lo sai che le stime (fondate su dati statistici reali) prevedono che nel 2030 la disponibilità della risorsa acqua potrebbe ridursi di circa il 40%?

Di questo ti parlerò più approfonditamente in uno dei prossimi articoli, ma ora passiamo ad analizzare i dati sul consumo di acqua in Italia.

 

Consumo in Italia di ACQUA MINERALE (in BOTTIGLIA)

Devi sapere che oggi sono 49 milioni gli italiani che consumano acqua minerale in bottiglia: circa 8 milioni in più rispetto a 20 anni fa.

Progresso o regresso?

Sicuramente in parte significa che ci fidiamo poco dell’acqua potabile “pubblica” che entra nelle nostre case: ASSOLUTAMENTE FALSO!

Siamo al quinto posto in Europa per qualità dell’acqua potabile. Ci sono davanti solo Ungheria, Irlanda, Svezia e Austria.

Secondo il Censis, su un campione di “purtroppo soli” 2mila intervistati: il 79,7% beve almeno mezzo litro di acqua al giorno, facendo dell’Italia il Paese che in Europa detiene il primato nel consumo individuale di acqua in bottiglia: in media 208 litri pro-capite all’anno.

Nulla di cui vantarci: mezzo litro è pochissimo, così come bere e “produrre plastica”.

Difatti, il PROBLEMA FONDAMENTALE risiede proprio nella sproporzione esistente nel consumo di acqua: 92,5% in plastica e solo il 7,5% in vetro!

Ho vissuto in diversi Paesi nella mia vita (tra cui Bulgaria, Irlanda e Germania): i cittadini sono molto più sensibili all’utilizzo di acqua naturale proveniente dai propri rubinetti di casa.

 

Un consumo diffuso di acqua che genera giri d’affari esorbitanti

Ma ci sono altri aspetti che meritano una particolare attenzione. Il primo è un consumo diffuso, unisex e per tutte le classi di età, in particolare (non me lo sarei aspettato, fantastico!) nei Millennials e negli anziani (domanda in buona crescita).

Ti faccio notare che l’acqua continua spesso a essere gestita come se fosse proprietà privata a vantaggio di pochi grossi gruppi (sempre più potenti ed in continua acquisizione delle realtà più piccole e caratteristiche: faranno queste ultime la stessa fine dei piccoli negozi di paese ormai in lenta estinzione?) che si assicurano ingenti profitti a discapito di noi italiani, dell’ambiente e delle casse dello stato.

Il settore dell’acqua in bottiglia genera un giro d’affari stimato intorno ai 10 miliardi di € all’anno, con un fatturato delle aziende imbottigliatrici di circa 2,8 miliardi di euro, di cui solo lo 0,6% entra nelle casse dello Stato.

Le aziende infatti pagano canoni di concessione che raggiungono al massimo i 2 millesimi di € al litro (un costo di 270 volte inferiore rispetto al prezzo medio di vendita dell’acqua in bottiglia).

In Italia ci sono oltre 250 marchi di acque minerali che producono in oltre 140 siti industriali che imbottigliano 15 miliardi di litri necessari per garantire il consumo pro-capite nazionale (208 litri annui), che fanno dell’Italia il primo Paese in Europa e il terzo nel mondo per consumo di acqua imbottigliata.

Consumo pro-capite nazionale di acqua in bottiglia

Per ulteriori approfondimenti, scarica l’allegato contenente il report “Acque in bottiglia 2018” (a cura di Legambiente e Altreconomia).

 

Ma quali sono le motivazioni di tale consumo? Ecco una tabella riepilogtiva e molto chiara sui motivi principali che ci portano a bere acqua in bottiglia.

È buona, mi piace 45 %
Fa bene alla salute 30 %
È sicura 28 %
È comoda 25 %
Ha prezzi convenienti rispetto ad altre bevande 10 %

 

L’ACQUA è la BEVANDA di TUTTI…

Sono 9 italiani su 10 a bere acqua minerale, il 19% in più rispetto a vent’anni fa (8 su 10 ne bevono almeno mezzo litro al giorno: purtroppo è assolutamente pochissimo). Consideriamo inoltre che la maggior parte di noi beve durante i pasti (errato!).

L’acqua in bottiglia è per tutte le età, ancora di più per i giovani.

Non sono mai inferiori all’86% le quote di consumatori nelle diverse fasce d’età, ma le percentuali più alte si registrano tra i 18-34enni (il 92,6%), tra i minori (il 91,1%) e tra i baby boomer (il 90,9%).

 

…MA IO BEVO la «MIA» acqua minerale (fonte Censis)

In un’epoca di infedeltà diffusa e crescente nel consumo, il 65,8% dei consumatori di acqua minerale ne ha una preferita.

Di questi, il 24,7% ha una marca specifica a cui è fedele nel tempo, il 41,1% preferisce una marca anche se capita di cambiarla, mentre il 34,2% non ne ha una preferita e gli basta berne una che sia riconosciuta come minerale.

Le motivazioni per cui si beve acqua minerale tagliano trasversalmente i ceti sociali. Bevono acqua minerale perché buona e perché piace il 51,3% degli imprenditori e il 49,5% degli operai, il 45,8% di impiegati e insegnanti, il 46,4% dei liberi professionisti.

In tempi di nuove disuguaglianze sociali, anche a tavola, l’acqua minerale incarna un rapporto altamente individualizzato, modulato sulle preferenze soggettive, che scardina barriere socio-economiche, lavorative e di reddito.

 

CONSUMO in ITALIA di ACQUA POTABILE (del RUBINETTO)

Come anticipato, siamo al QUINTO POSTO per QUALITÁ dell’acqua potabile in Europa: questo anche grazie al fatto che l’87% delle fonti provengono da falde sotterranee e dunque migliori dell’acqua di superficie.

Vito Felice Uricchio, direttore dell’istituto del Cnr che si occupa dell’acqua (l’Irsa), afferma in un’intervista che “Possiamo bere l’acqua del rubinetto tranquillamente. Molte volte è migliore delle acque minerali. È molto controllata, ci sono prelievi su tutta la filiera, dalla captazione alle tubazioni che arrivano nelle nostre case. E poi i limiti di legge per le sostanze disciolte sono più rigidi per l’acqua potabile che per quelle minerali”.

Per la precisione, l’acqua pubblica prevede analisi su ben 67 parametri (più di quelli previsti per le acque in bottiglia).

In uno studio fatto da Lifegate,  il 18% degli intervistati dichiara di consumare acqua del rubinetto non depurata, soprattutto per abitudine familiare (32%), comodità (27%) e minore costo (20%).

Il 27% dichiara di consumare acqua depurata.

Una nota: bere l’acqua del rubinetto di casa tua ti costa 1000 volte in meno dell’acqua in bottiglia.

 

CONSUMO e UTILIZZO di ACQUA a LIVELLO MONDIALE

Ne consumiamo circa il 600% in più rispetto al secolo scorso.

CONSUMO e UTILIZZO di ACQUA a LIVELLO MONDIALE

La grafica ci mostra in modo chiaro e sintetico i dati raccolti, ossia:

  • Uso globale: 70% agricoltura, 20% industria e 10% uso domestico
  • Maggiori utilizzatori: USA, Russia, Cina
  • Nel 2030 il 47% della popolazione mondiale vivrà con problemi di scarsità d’acqua (tra 10 anni, nota bene e soprattutto parliamo della metà della popolazione mondiale!)

 

Se andiamo a vedere l’UTILIZZO GIORNALIERO (lt/giorno) PRO CAPITE, resterai ancor più stupito:

UTILIZZO GIORNALIERO (lt/giorno) PRO CAPITE

E purtroppo anche su questo aspetto, noi italiani siamo i peggiori in Europa (386 l/giorno), e nel mondo ci precedono solo Stati Uniti e Australia!

Recentemente sono stati perfezionati e dunque presenti sul mercato dei prodotti fantastici ed a basso costo che permettono di ridurre il consumo di acqua fino al 98%: dedicherò articoli specifici e dettagliati sul tema della riduzione degli sprechi e consumo di acqua.

 

Fabrizio Alemanno, i miei “Piccoli Sorsi di Passione” e la Hunza Generation

Sono Fabrizio Alemanno, non sono uno scrittore, un copywriter, un blogger e nessun’altra forma di figure simili.

Metto la mia faccia, ti parlo in prima persona, non utilizzo termini forbiti, ma il linguaggio semplice con cui mi esprimo ogni giorno in famiglia.

Pensa che il 20% delle mie giornate lo dedico a parlare con mio papà (nato nel 1947, sta convivendo “bene” con un tumore polmonare da ben 6 anni) e mia mamma (nata nel 1948, semplice, umile e onesta ha sempre fatto la sarta) in “Piemunteis”.

Come spesso ripeto a me stesso e sottolineo ai ragazzi del Team Hunza3 “Io non scrivo, vi do la mia passione…”

Noto, spesso, di fare delle digressioni su tematiche che esulano dal tema centrale dell’articolo ma… sono come te, lettore: mi piace coinvolgerti in questo progetto e trasmetterti la mia voglia di agire. Se hai domande o curiosità sul progetto Hunza Generation scrivimi nei commenti e, mi raccomando, contribuisci alla diffusione di questo importante messaggio condividendolo sui tuoi canali social preferiti o su Whatsapp 😉

Stammi Hunza, vivi a piccoli sorsi!

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